Caffè d'orzo: come e perché sostituirlo al caffè

Biologia della Nutrizione

Il caffè d'orzo può essere usato come sostituito del caffè quando, per situazioni patologiche e fisiologiche, è necessario ridurre questa bevanda, ma al tempo stesso non si vuole rinunciare al gesto di bere un buon caffè

Il caffè d’orzo può essere in molti casi la risposta a chi ama l’abitudine di prendere il caffè ma non può assumere caffeina, per problemi legati all’ipertensione, all’ansia, insonnia o per varie problematiche gastriche e intestinali.

Il caffè dopo pranzo o cena è un gesto che si associa alla conclusione del pasto e che determina, quindi, una sensazione di stop che può essere utile in quei casi in cui porre fine all’atto del mangiare può essere difficile. Inoltre, ci sono persone che hanno l’abitudine di prendere una quantità eccessiva di caffè, che usano come pausa tra un’attività e l’altra della giornata.

Ecco, quindi, che trovare dei sostituiti è una strategia utile per evitare di esagerare con la caffeina, ma in modo da non perdere comunque quelle abitudini di vita che possono aiutare a seguire maggiormente una dieta sana.

Caffè d’orzo solubile: cos’è?

Il caffè d’orzo è prodotto a partire dall’orzo che viene essiccato e tostato, e può essere o meno miscelato ad altri cereali, come la segale. Quello che viene definito “caffè d’orzo solubile” è prodotto esclusivamente con l’orzo tostato senza l’aggiunta di altri cereali. È una bevanda tipicamente consumata in Italia, soprattutto negli anni ’30, quando il caffè scarseggiava e aveva prezzi molto elevati. Per questo motivo, l’orzo solubile era il perfetto sostituito, dato che questo cereale poteva essere coltivato anche in Italia, al contrario del caffè, che doveva invece essere importato e quindi venduto a prezzi più elevati.

Successivamente, con il boom economico, anche in Italia riprese la commercializzazione del caffè, lasciando da parte per qualche tempo l’uso del caffè d’orzo, considerato in quel periodo una bevanda povera. Dopo gli anni ’70, riprese la vendita di questa bevanda per le sue proprietà nutrizionali interessanti, prima fra tutte l’assenza di caffeina.

Il caffè d’orzo solubile nella versione italiana viene venduto in polvere da aggiungere all’acqua calda. Esiste, poi, anche una versione del caffè d’orzo per moka, per macchina espresso e una da preparare come il caffè alla turca. In ogni modo venga preparato, il caffè d’orzo solubile ha un colore simile al caffè e un sapore tendente all’amaro che ne ricorda vagamente il gusto. 

Esiste, poi, una versione del caffè d’orzo fatta per infusione e si ottiene quindi una bevanda dal colore simile a quello del tè. Questa bevanda è tipica dell’Estremo Oriente e viene consumata, in particolar modo, in Giappone e in Corea. In Spagna si prepara un tipo di caffè d’orzo molto simile ad un tè, che viene realizzato per infusione e chiamato “cafe de cebada

Negli ultimi anni il caffè d’orzo sta aumento nella sua diffusione, grazie alla nomea di bevanda della salute. Fra i paesi in cui vi è un aumento nel suo consumo c’è la Germania.

Come si fa il caffè d’orzo?

Per caffè d’orzo può essere facilmente preparato in casa nella moka o nella macchinetta per espresso, grazie a delle pratiche monoporzioni di polvere, vendute appositamente pronte all’uso. Per realizzare un caffè d’orzo cremoso è invece necessario avere delle macchinette apposite per la sua preparazione, che consente di ottenere una bevanda con la classica schiumetta superficiale che tanto piace agli amanti del caffè. Molto semplice è anche la preparazione del caffè d’orzo venduto in polvere o granuli da sciogliere nell’acqua calda. Ciò che si ottiene è una bevanda meno cremosa, ma dal colore e sapore intenso e gradito a molti.  

Caffè d’orzo: proprietà nutrizionali

La composizione nutrizionale del caffè d’orzo dipende dalla quantità di micronutrienti che sono in grado di passare dall’orzo alla bevanda. Non è, quindi, facile fare una previsione dell’esatta quantità di nutrienti presenti nel caffè d’orzo. Innanzitutto, l’assenza di alcol e caffeina rende questa bevanda adatta anche per chi non può assumere queste sostanze.

Il suo valore energetico è, inoltre, non molto elevato e si aggira intorno alle 20 kcal per 100 ml di bevanda. È composto per la maggior parte da carboidrati, con una piccola percentuale di proteine e lipidi. Non è presente colesterolo ma non ha nemmeno una quantità rilevante di fibre. Tra i micronutrienti sono ben rappresentati il potassio e il fosforo, mentre in tracce sono presenti anche vitamine e altri sali minerali.

Effetti positivi del caffè d’orzo

Il caffè d’orzo, per le sue proprietà nutrizionali ha diversi effetti vantaggi per il nostro organismo. Uno di questi è sicuramente l’assenza di effetti collaterali per chi soffre di disturbi gastrointestinali, come reflusso gastroesofageo e gastrite. Inoltre, non possedendo caffeina può essere adatto a tutti e può essere utilizzato anche in donne in gravidanza o allattamento in sostituzione del caffè.

Spesso al caffè d’orzo vengono attribuiti diversi effetti benefici quali l’effetto antinfiammatorio, ipoglicemizzante o di miglioramento del transito intestinale. In realtà, non esistono ancora studi sufficienti che ne dimostrino questi effetti con certezza.

Gran parte delle proprietà del caffè d’orzo dipendono anche dal modo in cui lo si dolcifica e dalla quantità di dolcificante usato. Lo zucchero può essere utilizzato in chi non ha particolari problemi di diabete o iperglicemia, ma in generale si dovrebbe prestare attenzione alle quantità da utilizzare, soprattutto in caso di obesità o anche nel sovrappeso. Un dolcificante sicuramente valido per tutti è la stevia, che non apporta calorie e non ha particolari effetti collaterali. L’unico inconveniente di questo edulcorante è che presenta un retrogusto simile alla liquirizia che non è gradito a tutti.

In generale, quindi, gli effetti del caffè d’orzo sulla gestione del peso e dei livelli di glucosio nel sangue sono vincolati strettamente al tipo di dolcificante usato per attenuarne il sapore amaro.

Controindicazioni all’uso del caffè d’orzo

Il caffè d’orzo, in quanto derivante dal cereale tostato, può contenere l’acrilamide, che si forma in seguito ai processi di produzione della polvere d’orzo. L’acrilamide viene sintetizzata in seguito alla cottura dei cibi, in particolare di quelli ricchi di carboidrati e sottoposti a temperature superiori ai 120 °C. Questa molecola ha effetto mutageno e cancerogeno dimostrato. Nel caso di questa molecola, però, la tossicità si verifica in seguito a dosi elevate di assunzione. Per questo motivo, i processi industriali di produzione degli alimenti sono rivolti sempre di più alla riduzione della formazione di questa molecola.

Spesso mi viene chiesto, proprio a questo proposito: “quanti caffè d’orzo si possono bere al giorno?”. La dose di sicurezza è sicuramente 1 al giorno, in modo da essere sicuri che l’assunzione quotidiana di caffè d’orzo non determini effetti collaterali a lungo termine. L’orzo è, inoltre, un cereale contenente glutine per cui il caffè d’orzo non è adatto a chi soffre di celiachia. Eccetto queste limitazioni, non si hanno ulteriori controindicazioni né effetti collaterali segnalati.

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