Pene curvo: cosa fare e come curarlo

Andrologia

Il pene curvo è una patologia molto diffusa, ma di cui si parla poco, che spesso viene trascurata e che può portare, se non trattata, a problematiche funzionali con importanti ripercussioni sulla vita sessuale e sull'assetto psicologico del paziente

Malattia di La Peyronie: cos'è

Il pene curvo, chiamato in gergo specialistico Malattia di La Peyronie o recurvatum penieno, è una condizione molto più diffusa di quanto si possa pensare. La patologia, è più frequente nella fascia d'età intorno ai 50 anni, anche se può interessare soggetti più giovani e adolescenti qualora si tratti di forme congenite (dalla nascita). 

Malattia di La Peyronie: cause

Le cause della Malattia di La Peyronie sono molteplici e spesso in parte sconosciute. Sembra che alla base dell'insorgenza della patologia vi siano dei microtraumi, in genere durante rapporto sessuale, spesso non percepiti dal paziente che causano delle microlesioni della tunica albuginea dei corpi cavernosi del pene, cioè di quella "membrana" che avvolge i corpi cavernosi e che svolge un ruolo funzionale nel meccanismo di erezione del pene. Queste microfratture associate ad altri fattori predisponenti, portano alla formazione di placche fibrose che causano dolore nella fase iniziale e che sono responsabili della curvatura e dell'accorciamento del pene. 

Malattia di La Peyronie e risvolti psicologici

Inoltre, nelle forme più avanzate, può essere associata anche una disfunzione erettile di grado variabile. I risvolti psicologici dell'inestetismo del pene curvo si associano in genere anche a vere e proprie difficoltà durante il rapporto sessuale, con risvolti negativi anche nella vita di coppia.

La patologia va diagnosticata dallo specialista Urologo Andrologo che eseguirà un esame obiettivo coadiuvato da esami strumentali come l'ecografia e l'ecocolordoppler penieno dinamico che consentono di avere un quadro dettagliato della condizione. 

Malattia di La Peyronie: terapia medica

La terapia medica farmacologica trova spazio nella fase precoce della patologia. Uno degli ultimi approcci terapeutici è rappresentato dalle onde d'urto focalizzate a bassa intensità, che risultano utili anche nel trattamento della disfunzione erettile associata. Le onde d'urto agiscono sia a livello della placca fibrosa che a livello della vascolarizzazione del pene, inducendo la formazione di nuovi vasi sanguigni e permettendo, quindi, di aumentare l'ossigenazione dei corpi cavernosi del pene. Nei casi refrattari o stabilizzati, il trattamento può essere di tipo chirurgico

Dott. Carmelo Agostino Di Franco

Urologo

marker Contrada Misericordia snc (sopra supermercato Eurospin) - 94100 Enna (EN)

Contatta l'autore