In famiglia chi comanda? L'uomo o la donna?

Psicologia

"Qui comando io e si fa come dico io!" Ma è veramente cosi? Veramente c'è qualcuno in famiglia che prevale sugli altri? Secondo voi stiamo assistendo ad una inversione di ruoli? Analizziamo le diverse situazioni che possono palesarsi in una famiglia

"Qui comando io!"

Il genere maschile e femminile, è una costruzione culturale, trasforma le differenze biologiche (il sesso) in differenze sociali. Il ruolo è per l’essere umano una necessità in quanto permette di rispondere a due bisogni umani: la sicurezza e l’appartenenza.  Se conosco il mio ruolo, so come mi devo comportare e cosa, approssimativamente, mi dovrò aspettare dagli altri; mi permette, inoltre, di sentirmi appartenente a un gruppo, a una società che mi riconosce e nella quale posso riconoscermi. 

Mentre il sesso con cui nasciamo è come la nostra pelle, che non può essere modificata, il ruolo maschile e femminile è, invece, come un vestito che varia a seconda del contesto socio-culturale, dei gruppi di appartenenza, delle religioni e delle filosofie seguite.

Ora, sempre più spesso, si sente parlare di inversione di ruoli, proprio come se uomo e donna si fossero metaforicamente scambiati i vestiti: tuta da lavoro per lei e jeans attillati e camicie rosa per lui.

Cosa succede in famiglia

Fino a qualche decennio fa c'era una netta separazione dei ruoli. Tradizionalmente l’uomo lavorava e aveva il potere di decidere per i figli e per la moglie, la donna doveva occuparsi della casa e della prole: il rapporto tra i coniugi era asimmetrico e spesso poco intimo e affettuoso. Da una società repressiva e autoritaria, in poco tempo si è passati a una società dinamica e complessa che si avvicina sempre più alla parità dei diritti, delle classi sociali e, infine, anche dei sessi. È possibile, così, rintracciare nuove tendenze nei ruoli assunti dai partner all'interno del nucleo familiare:

Donna in carriera, uomo casalingo

In alcuni casi si può parlare di una vera e propria inversione, in cui il marito (che non lavora, o lavora per poche ore a causa della crisi economica) ha più tempo da dedicare alla casa e ai figli e lo fa anche volentieri. La moglie, invece, è spesso “una donna in carriera” e diventa colei che amministra le finanze e prende le decisioni familiari. In questi casi la coppia si costruisce un equilibrio, seppur opposto a quello tradizionale, che rimane tale se entrambi, uomo e donna, accettano e interiorizzano il nuovo ruolo, proprio e del compagno. Non è raro, però, che in questi casi l'uomo senta questa mancanza come il venir meno di una parte importante della propria identità maschile e questo porti a problematiche di coppia e sessuali.

Donna multitasking, uomo passivo

Spesso non avviene una vera e propria inversione, ma è la donna che si carica, oltre dei tradizionali compiti di cura, di nuovi ruoli dettati dalle sempre più pressanti esigenze della società. In tutto questo l’uomo non subisce un'inversione, ma bensì una perdita di ruoli e reagisce con la passività: si siede e aspetta.

Ruoli interscambiabili

In alcune famiglie i ruoli appaiono interscambiabili, a volte cucina la moglie, altre il marito, così per le pappe del figlio o per portare fuori la spazzatura. Un’ottima soluzione, pratica e moderna; il rischio è quello, però, di trovarsi confuse e di sentir venir meno quelle certezze e quel senso di identità che derivano dall'assunzione di un ruolo.

Cosa succede nella coppia e nel sesso

Più libertà, ma a un prezzo: difficoltà nella gestione emotiva della sessualità. I classici ruoli del maschio seduttore e della donna sedotta si stanno, anch’essi, sempre più modificando. Il modello attivo/passiva, cacciatore/preda non trova ormai molti consensi lasciando spazio, anche qui, a un’inversione dei ruoli o a evidenti cambiamenti. Dalla rivoluzione sessuale degli anni ’60 e ’70 alle ricerche sul piacere sessuale femminile e alle relative disfunzioni, si è giunti finalmente a sdoganare una serie di tabù che non ammettevano una partecipazione attiva della donna all’atto sessuale e non le davano nemmeno la dignità di “sentire”.

Oggi sono le donne (soprattutto se molto giovani) che fanno il primo passo, che seducono, scelgono, stanno con più partner, comprano i sextoys, hanno relazioni aperte. Queste situazioni non sarebbero mai state pensabili fino a un paio di decenni fa o comunque non avvenivano alla luce del sole (e del web) come oggi.

La rivincita femminile

In nessun altro campo come in quello della sessualità, il cambiamento del ruolo della donna è così evidente, la libertà sessuale raggiunta dalla donna è il segno tangibile di una più ampia rivincita del genere femminile. Per la donna è oggi possibile conoscere com'è fatto il proprio corpo e come funziona, si è liberata da vecchie superstizioni che la volevano infetta nei giorni delle mestruazioni e che la tacciavano come strega poiché seduceva un uomo “con poteri magici e occulti”. La libertà, però, ha sempre un prezzo da pagare. Da non sottovalutare è la difficoltà nella gestione emotiva della sessualità: proprio perché divenuta in poco tempo così ricca e aperta, il cambiamento di comportamenti rischia di non andare di pari passo con l’accettazione e la gestione emotiva della ridefinizione della propria identità, che deve includere, inevitabilmente, anche questa nuova parte di sé.

E... l'uomo come reagisce?

L’uomo, seppur inizialmente contento del cambiamento (dalla donna passiva e fredda a una disponibile e giocosa) ben presto riconoscere nell'emancipazione sessuale un pericolo per la propria virilità. L’uomo che si sente minacciato può reagire in differenti modi: con la violenza, ed è il caso dell’uomo che sottomette con la forza la moglie perché non conosce altro modo per imporsi; oppure con la passività e lo spostamento dei propri interessi.

Più calcetto, meno sesso

Sono molte le coppie, per esempio, in cui l’uomo incorre in problemi sessuali proprio perché (inconsciamente) non si sente un seduttore e non riesce più ad agire quel ruolo da predatore che lo faceva sentire maschio e virile (ruolo esercitato, tra l’altro, dall’uomo primitivo e quindi inscritto nel codice genetico della specie). In altri casi ancora l’uomo perde interesse per il sesso e trova soddisfazione in altre passioni, come il calcio o il modellismo. In questo caso l’attività sessuale si è svuotata di attrattiva. Questo può accadere nei casi in cui l’uomo non si senta all'altezza della situazione o nei casi in cui l’attività sessuale diventi una routine, sempre uguale, come e quando si vuole, e cessa di essere uno stimolo da ricercare. Un consiglio sempre valido: fatevi desiderare e non datevi mai per scontate, usate la fantasia e mantenete viva la curiosità del partner.

Cosa succede nel lavoro

Il cambiamento c’è, ma ancora solo per una minoranza. In Italia lavora il 46% delle donne, in Europa le donne occupate sono quasi il 70%. Oggi non solo vediamo donne che arrivano ai vertici di aziende e multinazionali, ma anche che riescono a infrangere qualche tabù esercitando professioni fino a ora tipicamente maschili e diventano ingegneri, astrofisici, agricoltori, elettricisti ecc.

Ancora pregiudizi

Purtroppo il mondo del lavoro non riesce ancora a garantire una vera parità, la donna è ancora troppo spesso vittima dei pregiudizi, riceve stipendi più bassi rispetto all'uomo, viene penalizzata dalla maternità (reale o solo potenziale). Oggi la donna che lavora si trova a dover reggere un forte carico emotivo dovuto a queste asimmetrie, pur traendo soddisfazione dalla posizione raggiunta deve continuamente lottare per dimostrare di essersela meritata e, se volesse avere un figlio, la paura è quella di perdere tutto ciò per cui ha lottato. La società odierna manda alla donna che desidera lavorare messaggi molto contraddittori, da una parte sembra accoglierla in un’infinità di nuove possibilità, dall’altra non si rivela pronta a inserirla nel suo mercato. Sapere che esistono ancora certi stereotipi e che possono influenzare pensieri e ragionamenti all’interno dell’ambiente di lavoro può aiutare la donna a comprendere certe situazioni e cercare di modificarle (se necessario facendosi aiutare a far valere i propri diritti).

Le donne si dimostrano, inoltre, superiori anche in molte altre cose. Osservando abitudini comportamentali e stili di vita, si è riusciti ad evidenziare quali sono le attitudini più comuni nell’uno e nell’altro sesso, per quanto riguarda l’organizzazione della vita famigliare e lavorativa.

Ebbene, un gruppo di ricercatori universitari del Regno Unito ha evidenziato come le donne raggiungano livelli eccellenti in strategia ed organizzazione e si dimostrino molto più “multitasking”, più abili a svolgere diversi compiti, rispetto ai loro partner maschili. In realtà, non si tratta di una grande novità, dato che le donne sono da sempre abituate a destreggiarsi contemporaneamente in realtà diversificate ed a tener testa agli impegni lavorativi e domestici con uguale impegno e dedizione.

Ciò che però fino ad ora mancava, era uno studio approfondito che, con approccio scientifico, dimostrasse le ragioni di tali differenze nella capacità di multitasking e pianificazione, tra uomo e donna. Ci è riuscito, appunto, un gruppo di ricercatori dell’University’s School of Psychology di Hertfordshirein, nel Regno Unito, che ha chiarito come le donne dimostrino le stesse capacità degli uomini, nel risolvere esercizi di matematica o interpretare una cartina geografica, ma sono molto più brave ed ottengono, fino al 70% in più, risultati migliori se si tratta di pianificare ed organizzare compiti. Inoltre, risultano versatili ed egualmente preparate nelle mansioni organizzative tanto a casa, quanto in ufficio: sono mamme eccellenti e responsabili e manager infallibili a lavoro.

La ricerca, nello specifico, ha interessato un gruppo composto da 50 studenti e 50 studentesse universitarie a cui è stato chiesto di risolvere alcuni problemi di matematica, interpretare una cartina, rispondere al telefono e prendere appunti, svolgere quiz di cultura generale e gestire la strategia di recupero di un’immaginaria chiave perduta in un campo. Ebbene, se nei quesiti di matematica, cultura generale, i risultati erano pressoché invariati, nell'ultima parte del test, legata all'organizzazione e pianificazione le donne hanno dimostrato risultati di gran lunga superiori ai loro colleghi maschi. In particolare, ciò che stupisce è la capacità, molto più sviluppata nelle donne, di gestire situazioni di stress e riuscire a pianificare e trovare soluzioni, anche sotto pressione.

Pare che tutto sia dovuto non ad una differenza di QI, maggiore nelle donne o negli uomini, quanto a connessioni diversamente strutturate, negli uomini e nelle donne, tra i due emisferi del cervello e nel modo in cui questi comunicano. Tali connessioni porterebbero l’uomo a ragionare per specificità, prendendo in considerazione un solo problema alla volta, mentre la donna sarebbe portata a ragionare in maniera più “emotiva”, ponendo maggiore attenzione ad una visione globale, piuttosto che particolaristica.

Viene sfatata, quindi, una convinzione abbastanza consolidata nello studio delle differenze cognitive tra uomo e donna, che vedeva primeggiare gli uomini nella gestione e comprensione dello spazio: oltre a risolvere problemi di collocazione degli oggetti nello spazio, siamo più brave a gestire una situazione di traffico in strada, ad esempio, perché più abili ad immagazzinare diversi dati contemporaneamente. Oltre ad abilità genetiche, bisogna considerare secoli e secoli di “attitudine” culturale a gestire diverse realtà e svariati impegni nel mondo lavorativo ed in quello famigliare.

Se, quindi, quando chiediamo al nostro partner di buttar fuori la spazzatura mentre sta guardando la partita, notiamo una certa difficoltà e ritrosia, dovremo forse imputarla alla mancanza di multitasking? Nient’affatto, secondo me si tratta di un pizzico di sana pigrizia ed, inoltre, le abilità vanno sempre potenziate e migliorate, perciò perché non far dono della nostra preziosa abilità e chiedere ogni tanto al nostro lui, di svolgere più compiti contemporaneamente?

Dott. Artabano Febo

Dott. Artabano Febo

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