La chirurgia del prolasso di vescica e utero

Ginecologia

Quando è necessario operare un prolasso della vescica e dell'utero? La chirurgia ricostruttiva per via vaginale è la via di eccellenza per la cura del prolasso della vescia e/o dell'utero, che molto spesso non sono sempre presenti assieme

Prolasso di vescica e utero: di cosa si tratta?

Il prolasso della vescica e/o utero è inteso come una discesa di questi organi attraverso il canale vaginale. La loro corretta posizione è garantita da delle strutture (legamenti) che hanno un'azione di sospensione e dalle "fasce" che hanno un'azione di ancoraggio ai muscoli o tendini lateralmente. Quando queste strutture, legamenti e/o fasce, si rompono si crea la discesa della vescica o dell'utero.

 

Quali sono i fattori di rischio?

I fattori di rischio che possono favorire l'insorgenza del prolasso sono molteplici e non tutti ancora noti. Sicuramente è presente una predisposizione familiare, ciò è stato comprovato da lavori internazionali che hanno individuato le laterazioni di alcuni geni che producono una sostanza (collagene) presente nelle strutture di sostegno e ancoraggio, che mantengono in situ gli organi pelvici. Il sovrappeso e/o obesità sono altri fattori di rischio conclamati. Anche le gravidanze e il parto spontaneo con problematiche possono essere intese come elementi predisponenti al prolasso, soprattutto donne con storia familiare di prolasso della vescica e dell'utero. 

Valutazione del prolasso

Fondamentale è la giusta valutazione della discesa degli organi pelvici, che deve essere sempre incrociata con la sintomatologia riferita dalla donna. La discesa è misurata in gradi, dal I al IV grado, avendo come riferimento l'area vulvare, se la discesa supera questa regione anatomica si parla di prolasso di III grado ed è quindi necessario intervenire chirurgicamente.

La chirurgia del prolasso

La via principale della chirurgia del prolasso è quella attraverso la vagina, per questo si parla di chirurgia vaginale, che è di escluso appannaggio del ginecologo/uroginecologo. tale tipo di chirurgia deve essere di ricostruzione e non solo di demolizione (togliere solo l'utero), che spesso è una vittima innocente di queste problematiche.

Fondamentale quindi è riposizionare al livello giusto la vescica o la cupola vaginale, dopo aver tolto l'utero, sempre per la via vaginale. Per tale tipo di ricostruzione non si utilizzano più materiale protesico non riassorbibile, in quanto l'FDA, organo di vigilanza americano, ha dichiarato troppo pericoloso per la salute delle donne l'impiego delle cosiddette "retine" per la comparsa di complicanze a breve e a lungo periodo e anche per la relativa efficiacia a lungo andare. 

Pertanto l'intervento di chirurgia "vaginale di tipo ricostruttivo" deve essere effettuato da personale competente, che deve aver avuto un adeguato training in questo particolare tipo di chirurgia, che deve essere di tipo ricostruttivo con tessuti fasciali "nativi" senza l'ausilio di materiale estraneo all'organismo della donna. Quindi verrà effettuata una vera e propria plastica vescicale che ricrea la giusta posizione della vescica.

La chirurgia deve essere "sito-specifica" ossia si deve intervenire per risolvere il tipo specifico di prolasso e non è necessario asportare sempre l'utero, pertanto la valutazione diagnostica dell'uroginecologo è fondamentale per capire se c'è l'indicazione ad operare e che tipo di intervento si deve praticare.

I vantaggi della chirurgia vaginale

  • tempi di recupero brevi

  • ridotta ospedalizzazione

  • ridotto dolore post-operatorio

  • nessuna cicatrice antiestetica

  • anestesia compatile con età e patologie

Oggi giorno la chirurgia vaginale viene eseguita senza nessun tipo di materiale, la cosiddetta "retina in polipropilene", in quanto l'organo di vigilanza americano FDA ha vietato la commercializzazione e l'impianto per via vaginale di questo materiale in considerazione della scarsa efficacia e delle eccessive complicanze, principalmente l'erosione della protesi in vagina e il dolore pelvico cronico. Pertanto si parla di una chirurgia "fasciale" che utilizza tessuti nativi della paziente appositamente ricostruiti per riportare nella posizione originale la vescica o la cupola vaginale. 

Questo riposizionalemto risolve gran parte dei sintomi e fastici del prolasso, come:

  • senso di protrusione

  • pressione

  • coito difficile

  • difficoltà minzionale

  • incontinenza urinaria

  • difficoltà nel camminare

  • difficoltà nella defecazione

  • dolore pelvico

  • dolore lombare

  • cictiti croniche

  • infezioni vaginali

  • irritazione della mucosa

Pertanto, in mani esperte, la chirurgia per la via vaginale è la principale cura del prolasso della vescica e dell'utero con grado superiore al secondo, per gli altri gradi di prolasso con sintomi è indicata la riabilitazione del pavimento pelvico.

Dott. Carlo Rappa

Ginecologo

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