Lombalgia, possibili cause: problemi oculari e cervicali

Posturologia

Spesso la causa del dolore lombare cronico, associato o meno a protrusioni o ernie discali, va ricercata negli squilibri del recettore visivo e del tratto cervicale

Lombalgia cronica: una delle cause più frequenti di dolore cronico

Paradossalmente, la causa ancestrale di questa patologia è da ricercare proprio nella conquista evolutiva della stazione eretta da parte della specie umana, che ha comportato la formazione adattativa delle curvature della nostra colonna vertebrale che, a livello lombare, va a costituire la cosiddetta lordosi. Questa è la curvatura convessa in avanti che possiamo osservare nelle radiografie in proiezione laterale che il medico è solito prescrivere come prima valutazione della colonna vertebrale in caso di lombalgia cronica.

L'evoluzione della specie umana non ha solo permesso la conquista della postura eretta ma, soprattutto nell'ultimo secolo, ha portato a un cambio significativo dello stile di vita che ha comportato un sempre più marcato "confinamento" degli esseri umani in ambienti ristretti. A ciò consegue una notevole riduzione dell'attività motoria e a un utilizzo prolungato della posizione seduta, condizione per cui l'uomo "non è stato programmato".

La lordosi lombare

La lordosi lombare è sottoposta a notevoli carichi che vengono ammortizzati dai dischi intervertebrali: dei veri e propri sistemi ammortizzatori che hanno una forma paragonabile ai dischi volanti dei romanzi di fantascienza. Si tratta di anelli di tessuto concentrici che circondano una sorta di pallina posta al centro del disco, chiamata nucleo polposo, che funge da vero e proprio cuscinetto ammortizzatore imterposto tra due corpi vertebrali.

Poichè la colonna vertebrale è sottoposta al gioco di diverse forze, il disco intervertebrale evita che queste tendano a schiacciare tra loro le vertebre, azione che le traumatizzerebbe alterandone la struttura e la forma. Inoltre, il disco rappresenta una giuntura (articolazione) tra le vertebre capace di rendere più flessibile la colonna vertebrale che, altrimenti, risulterebbe una struttura rigida non più in grado di consentire la corretta esecuaione dei movimenti del corpo.

Ovviamente la forma delle curvature della colonna vertebrale, oltre ad essere geneticamente determinata, quindi ereditata dai genitori, è modulata dall'azione dei muscoli posturali: questi sono muscoli tonici che hanno un grado  costante di contrazione, indipendente dalla nostra volontà e regolato in maniera inconscia dal Sistema Tonico Posturale. Quest'ultimo, a sua volta, ha il compito fondamentale di mantenere l'equilibrio, evitare la comparsa del dolore e consentire la realizzazione di un tono muscolare posturale di base garantendo il minimo dispendio energetico possibile.

L'importanza di una postura corretta

Quando siamo in piedi (posizione ortostatica o eretta) le curve fisiologiche della colonna vertebrale, in caso di postura corretta, vengono mantenute nella giusta curvatura proprio dai muscoli tonici. In questa maniera esse consentono di scaricare il peso del corpo, tramite il bacino, sugli arti inferiori e sui piedi che convogliano in modo equilibrato le forze, legate alla gravità, al suolo. In questa situazione ottimale, i nuclei polposi dei dischi intervertebrali sono posti al centro del loro disco, ben trattenuti dai loro anelli fibrosi.

Se le curvature vertebrali modificano il loro raggio, quindi cambiano forma, per la variazione del tono dei muscoli posturali, la diversa inclinazione delle vertebre eserciterà una pressione asimmetrica sul cuscinetto ammortizzatore (il nucleo polposo) del disco intervertebrale, facendolo spostare posteriormente verso il canale vertebrale. Questo meccanismo determinerà la realizzazione di una pressione eccentrica, asimmetrica sugli anello fibrosi concentrici che verranno sottoposti a uno sforzo sontenitivo superiore alla norma. Questi, sfiancandosi, cominceranno a sporgere oltre il normale confine esterno del disco, creando quella che nelle risonanze magnetiche nucleari (RMN) viene individuata e definita come: protrusione discale o del disco. 

Se non si provvede a una correzione posturale il problema persiste nel tempo e il continuo spostamento del nucleo polposo provoca la rottura degli anelli fibrosi, causandone la fuoriuscita determinando la formazione della tristemente famosa ernia del disco.

Poichè al centro della colonna vertebrale, nel canale vertebrale, decorre il midollo spinale, da cui si dipartono le radici dei nervi, il nucleo erniato può comprimere il midollo spinale o le radici nervose complicando il "semplice" dolore lombare con un dolore nevralgico. E' quanto avviene nel caso della lombo-sciatalgia. Questa, infatti si verifica per la compressione delle radici nervose del nervo sciatico, un grosso nervo che decorre lungo tutto l'arto inferiore.

Le curvature della colonna vertebrale

Le curvature della colonna vertebrale sono in realtà quattro: 

- due curve a convessità anteriore, le lordosi cervicale e lombare

- due curve a convessità posteriore, le cifosi dorsale e sacro-coccigea

Le due lordosi, lombare e cervicale, sono strettamente correlate tra loro, pertanto se un soggetto soffre di problemi cervicali questi possono "trasmettere" il problema a livello lombare. Così come il segmento vertebrale lombare e, quindi, la sua lordosi sono fortemente influenzati dalle informazioni sensoriali che provengono dal piede, così la colonna cervicale e la sua lordosi, sono altrettanto condizionati dalle informazioni che provengono dagli occhi.

Come abbiamo prima considerato, l'uomo contemporaneo si è sempre più confinato in spazi chiusi e, conseguentemente, i suoi occhi hanno scarse occasioni, soprattutto durante lo sviluppo evolutivo infantile, di spaziare in ambienti aperti. Ciò ha una forte influenza sullo sviluppo della cosiddetta visuo-spazialità che influenza notevolmente la regolazione del tono posturale, anche a livello cervicale, e dei suoi effetti sulla dinamica motoria, quindi sull'armonia dei movimenti.

Uso dello smartphone

Purtroppo oggi i bambini, sin da molto piccoli, usano gli occhi soprattutto per la visione da vicino. Pensiamo, ad esempio, all'utilizzo della vista nella stanza del nido, poi della scuola materna e quindi a casa, dove la visione è sempre concentrata sui giochi e, quel che è peggio negli ultimi anni, anche sui cellulari o tablet dei genitori. Spesso, già in età scolastica, i bambini posseggono il loro smartphone e/o tablet, con un notevole aumento del tempo passato con la testa flessa e il segmento cervicale impegnato a posizionare il capo come l'utilizzo dello schermo esige. Tutto questo uso della visione ravvicinata porta allo sviluppo della miopia la quale costringe i bambini a utilizzare una posizione adattativa della testa che, a sua volta, modifica la curvatura cervicale.

Inoltre, i bambini dai 6 anni in poi passano gran parte del loro tempo stando seduti, a scuola e poi a casa, per svolgere i compiti. La testa è sempre flessa in avanti al servizio della visione e la colonna vertebrale deve consentire alla stessa di adattarsi alle esigenze visive. Tutto ciò è compiuto, come suddetto, stando seduti per molte ore condizionando un maggiore sovraccarico della colonna lombare, con progressiva modifica anche della sua curvatura.

Guardatevi in giro e notate quanta gente cammina per strada con la testa flessa e gli occhi che guardano un oggetto visino: lo smartphone. Ciò significa che, anche quando abbiamo occasione di allargare il nostro orizzonte visivo camminando all'aperto, lo costringiamo spesso in uno spazio sempre più ristretto forzando continuamente la postura cervicale.

L'azione regolativa dell'occgio sulla postura non è determinata solo dalla visione, ma anche dalle funzioni svolte dalla muscolatura che fa muovere gli occhi (muscolatura oculomotoria). La motricità dell'occhio, come la visione, ha relazioni importanti anche con la colonna cervicale e il sistema vestibolare che regola l'equilibrio del corpo. Quindi le alterazioni delle funzioni motorie dell'occhio, spesso poco indagate, possono agire ulteriormente sulla muscolatura cervicale e, indirettamente, su quella lombare. 

Considerata la stretta relazione tra colonna cervicale e colonna lombare, ecco che non è raro che lo squilibrio lombare e, quindi la lombalgia, siano legato ad alterazioni del recettore visivo e, quindi, della colonna cervicale. Ovviamente, stante le strette relazioni tra questi due segmenti vertebrali, può essere vero anche il contrario: dolori cervicali possono riconoscere cause che provengono dal basso, magari da un'alterazione nell'appoggio deli piedi.

Di conseguenza, una corretta diagnosi della lombalgia cronica non si può limitare all'esecuzione di una radiografia e/o di una RMN e la terapia non può essere confinata alla prescrizione dei soli antidolorifici, miorilassanti o cortisonici. 

E' sempre necessario stabilire le cause che hanno portato alla comparsa del dolore lombare cronico, alla protrusione o all'ernia del disco, così da poter effettuare dove possibile una terapia posturale in grado di rimuoverle o limitarne i danni. Spesso ciò permette di risolvere il dolore, anche evitando l'intervento chirurgico se la modifica delle condizioni anatomiche lo consente. 

Dott. Enrico Biffi

Posturologo

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