La cardiochirurgia oggi

Cardiochirurgia

Breve descrizione delle caratteristiche e delle peculiarità della chirurgia cardiaca attuale

La cardiochirurgia e i cambiamenti demografici

Nel corso degli ultimi decenni, rilevanti sono stati i cambiamenti demografici, per cui si è assistito a un progressivo invecchiamento della popolazione generale, con incremento dell’aspettativa di vita. Con ció, l’età non viene più intesa come un mero fattore di rischio che possa compromettere i benefici connessi alla chirurgia cardiaca. Limitativo sarebbe, infatti, non candidare all’intervento i pazienti solo sulla base dell’età anagrafica, in quanto la letteratura scientifica riporta risultati incoraggianti, in termini di sopravvivenza e qualità di vita.

Anche grazie agli esami di screening e di check up cardiologico, è possibile identificare il profilo di rischio cardiovascolare anche in pazienti giovani, poco sintomatici o asintomatici del tutto. Con l’evoluzione anche tecnologica del sapere, i pazienti sono sempre più informati riguardo alle tecniche innovative, il che ha avuto ripercussioni anche sulle “abitudini” del cardiochirurgo. Se tempo fa avere una valvola patologica, implicava necessariamente la sua sostituzione con una protesi, attualmente la sostituzione rimane un’opzione, accanto agli interventi di riparazione o ricostruzione della valvola nativa, che consentono una prognosi migliore a lungo termine.

La cardiochirurgia e il panorama delle protesi valvolari

L’andamento della chirurgia valvolare si è progressivamente arricchito delle tecniche riparative sulla valvola nativa, tuttavia la necessità di sostituire la valvola esiste, eccome. Due sono le opzioni di protesi valvolare disponibili in commercio:

  • Meccanica, caratterizzata da una struttura in carbonio che ne garantisce una durabilità pressoché illimitata, tuttavia implica l’assunzione continuativa di un farmaco anticoagulante orale, una volta impiantata;

  • Biologica, caratterizzata da una durabilità limitata, ma non richiede anticoagulazione. Anche se le tecniche di trattamento chimico delle protesi sono volte a renderle sempre più performanti e durature, la valvola biologica potrebbe degenerare alcuni anni dopo l’impianto, per sua natura. Tuttavia, se ció avviene, strutturalmente, puó consentire un eventuale intervento transcatetere meno invasivo.

Attualmente si tende ad impiantare per lo più le valvole biologiche, in quanto sempre più durevoli; il fatto di non dover assumere anticoagulanti nel quotidiano risulta più vantaggioso e adatto a tutte le fasce di età.

Cardiochirurgia, sempre meno invasiva

Nel corso degli ultimi 25 anni, la cardiochirurgia, al pari di altre branche della chirurgia, si è posta come obiettivo quello di garantire una riduzione del trauma chirurgico, minimizzando, quando possibile, l’approccio chirurgico. La ricerca della minore invasività, oltre a garantire gli stessi risultati a breve e lungo termine ottenuti con l’approccio tradizionale, velocizza i tempi di recupero funzionale.

Nell’ambito della chirurgia valvolare isolata, la sternotomia completa viene realizzata sempre più raramente, in favore d’incisioni chirurgiche più ridotte, più estetiche e d’impatto psicologico minore. L’approccio mininvasivo puó ridurre le eventuali problematiche di ferita nei pazienti a rischio e il dolore in sede di ferita; la minor dissezione dei tessuti tende inoltre minimizzare le perdite ematiche e la necessità di trasfusione di emoderivati.

Accanto alla necessità di un training specialistico, l’evoluzione nell’ambito tecnologico ha permesso il perfezionamento non solo delle strumentazioni chirurgiche, ma anche delle tecniche di visualizzazione e manipolazione. Per ridurre, inoltre, lo stato infiammatorio post-operatorio innescato dall’utilizzo della macchina cuore-polmoni, indispensabile per lavorare a cuore fermo ed esangue, sono state sviluppate, per casi selezionati, le tecniche “a cuore battente”.

Cardiochirurgia, bisogno di rapidità

La precisione e l’accuratezza del gesto sono ingredienti fondamentali in cardiochirurgia. Tuttavia, anche la velocità del gesto chirurgico e la rapidità della procedura in toto assumono la loro importanza. Durante il tempo centrale dell’intervento, il cuore viene arrestato, protetto con una soluzione adeguata (cardioplegia) e la perfusione degli organi vitali del paziente è mantenuta grazie alla macchina cuore-polmoni.

Come dimostrato in vari studi, più è breve il tempo per eseguire l’intervento meno saranno le eventuali complicanze. L’evoluzione tecnologica viene in aiuto al chirurgo adeguando la strumentazione in questo senso e mettendo a disposizione in commercio valvole caratterizzate da una certa facilità d’impianto. In particolare, lo sviluppo delle valvole “sutureless” (valvole che si espandono in radice aortica e che richiedono solo poche suture di guida) ossia senza suture, possono aiutare a ridurre i tempi dell’intervento.

Dott.ssa Carlotta Brega

Cardiochirurgo

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